La metanizzazione agricola: una soluzione promettente per la transizione energetica e la decarbonizzazione

Intestazione

Il recente rapporto del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) è categorico: se vogliamo limitare il riscaldamento globale a 1,5°C, è indispensabile ridurre le nostre emissioni di anidride carbonica (CO2) del 48% entro il 2030. Di fronte a questa situazione urgente, molti esperti ritengono che il passaggio a fonti elettriche prive di emissioni sarebbe sufficiente a risolvere il problema. Ma non è così! Le sfide associate all'elettrificazione sono così grandi che per decarbonizzare la nostra economia dobbiamo prendere in considerazione anche altre soluzioni, come l'idrogeno, oltre ai gas rinnovabili nel breve periodo. Affidarsi alla sola elettrificazione significherebbe mantenere un alto livello di disponibilità della nostra attuale flotta nucleare per almeno il prossimo decennio, in attesa dell'arrivo di nuove centrali nucleari.

Allo stesso tempo, la produzione di elettricità rinnovabile dovrà aumentare rapidamente, il che richiederà notevoli investimenti nelle reti elettriche, stimati in oltre 80 miliardi di euro entro il 2035 secondo gli operatori di rete. Inoltre, l'elettrificazione totale richiederebbe un cambiamento radicale nei modelli di consumo e nelle attrezzature, il che rappresenta un problema per molte aziende industriali, il cui attuale consumo energetico proviene solo per un terzo dall'elettricità. Nel settore residenziale, elettrificare il riscaldamento significherebbe anche isolare massicciamente gli edifici, altrimenti si rischia di compromettere il comfort delle abitazioni e di non poter garantire l'equilibrio del sistema elettrico in caso di freddo estremo. Considerando l'attuale ritmo di 65.000 ristrutturazioni complete entro il 2022, ci vorrebbero ottant'anni per risolvere i problemi energetici dei 5,2 milioni di case ad alta intensità energetica in Francia.

I fatti sono semplici: i costi e i tempi necessari per realizzare una transizione energetica "tutta elettrica" non sono compatibili con l'urgenza del cambiamento climatico. D'altra parte, affidandosi ai gas rinnovabili, la Francia può contribuire maggiormente alla decarbonizzazione fin da ora. Questa forma di energia ha il vantaggio di essere controllabile e di produrre continuamente. Inoltre, non solo è prodotta localmente, ma è anche compatibile con le infrastrutture e gli impianti esistenti.

Il modello francese di metanizzazione, sostenuto dagli agricoltori, offre la garanzia di un'agricoltura economicamente solida che rispetta l'ambiente e contribuisce alla sovranità energetica del Paese. Se la Francia riuscirà a produrre 60 TWh di gas rinnovabile entro il 2030, avrà la capacità equivalente di 10 centrali nucleari da 900 MW. In pochi anni, questa produzione consentirebbe di compensare i volumi di gas che si sono accumulati nel corso degli ultimi anni.